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Colonnelli senza esercito al Comune di Cagliari

Colonnelli senza esercito al Comune di Cagliari

Cinque o sei nuovi nuovi incarichi per funzionari, da pagare con 67 mila euro delle risorse del Fondo dedicato a tutti i 1200 dipendenti del Comune di Cagliari: non piace per nulla ai sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Flp Uil l atteggiamento dell Amministrazione.

Martedi 06 Ottobre 2020
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Cinque o sei nuovi nuovi incarichi per funzionari, da pagare con 67 mila euro delle risorse del Fondo dedicato a tutti i 1200 dipendenti del Comune di Cagliari: non piace per nulla ai sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Flp Uil l’atteggiamento dell’amministrazione, che non rispetta gli accordi del 2019 e pretende persino di imporre gli argomenti di discussione ai tavoli di confronto. Come al solito l’amministrazione pensa a nominare nuovi colonnelli quando le truppe scarseggiano o sono sovraccariche e demotivate”, denunciano i segretari Eugenio Meloni (Cgil), Claudio Camba (Cisl), Alessandro Ledda (Uil).

Con una lettera ai lavoratori hanno spiegato l’esito dell’ultimo incontro, che si è risolto con un nulla di fatto su tutte le richieste dei sindacati avanzate ormai da tempo. E’ il primo passo verso la dichiarazione di uno stato di agitazione, visto che i nervi fra il personale sono già tesi e l’ennesimo voltafaccia dell’amministrazione sul rispetto di accordi già sottoscritti rischia davvero di far esplodere la situazione. Prossimo appuntamento, venerdì 9 ottobre, quando tutte le rivendicazioni verranno nuovamente portate al confronto con la controparte. Poi si svolgeranno piccole assemblee, anche in videoconferenza per rispettare le norme anti-Covid.

Nel frattempo, i sindacati chiariscono le rivendicazioni alle quali il Comune ha continuato a sottrarsi per ben cinque incontri consecutivi. A fronte dei consistenti risparmi ottenuti nella fase di emergenza Covid, con i lavoratori in smart working, non c’è stato per loro alcun ristoro economico sebbene si siano fatti carico delle spese – bollette della luce ad esempio – azzerate in molti palazzi comunali. L’insoddisfazione è legata anche allo stallo delle fasi concorsuali indispensabili a concretizzare le assunzioni necessarie, al mancato pagamento della produttività 2019 così come al ritardo nell’assegnazione degli obiettivi 2020 che avrebbero dovuto essere comunicati a inizio 2020 e, di conseguenza all’impossibilità di definire miglioramenti economici in busta paga.

Sugli incarichi riguardanti le posizioni organizzative, il punto è che in alcuni casi quelle già esistenti non sono messe nelle condizioni di lavorare al meglio. “E’ inaccettabile che diventi prioritario ciò che non lo è affatto”, hanno concluso Meloni, Camba e Ledda sottolineando “la grave minaccia, anche piuttosto esplicita, di ridurre le risorse economiche per tutti i dipendenti nel caso in cui non venissero accettate le nuove posizioni organizzative”.