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Vigili del Fuoco: Fp Cgil, al via stato di agitazione

Vigili del Fuoco: Fp Cgil, al via stato di agitazione

Al via lo stato di agitazione dei Vigili del Fuoco contro governo e amministrazione che calpestano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, cancellando il ruolo del sindacato

Giovedi 01 Ottobre 2020
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A farlo sapere sono il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, e il coordinatore nazionale della Fp Cgil, Vigili del Fuoco, spiegando che: “In maniera unilaterale e iniqua, nel decreto semplificazioni, governo e vertici del dipartimento e del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco hanno deciso di ripartire le risorse previste dalla passata legge di Bilancio, pari a 165 milioni e legati alla valorizzazione economica del personale, negando alle organizzazioni sindacali il legittimo strumento democratico della negoziazione, previsto da norme che disciplinano corrette relazioni sindacali”.

Per i due dirigenti sindacali si tratta di “un atteggiamento incomprensibile e in contrasto con gli obiettivi e il principio di valorizzazione economica del personale. I 165 milioni previsti verranno erogati in una modalità assolutamente iniqua, penalizzando una cospicua parte di Vigili del Fuoco, quella più esposta al rischio. Per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori abbiamo proclamato lo Stato di agitazione. Pretendiamo il ritorno al confronto tra le parti, rilanciando il ruolo della contrattazione come unico strumento democratico in grado di migliorare la vita e il futuro delle donne e degli uomini del corpo”.

“Esigiamo - proseguono Oliverio e Giulianella - che i vertici dell’amministrazione ascoltino, attraverso il sindacato, le necessità dei lavoratori: serve un confronto da troppo tempo negato su organizzazione del lavoro, mobilità del personale, formazione, mensa di servizio, riconoscimento buono pasto, lavoro agile, salute e sicurezza e altro ancora. Così come vogliamo un confronto con la Funzione Pubblica per la definizione dell’accordo negoziale di tutte le risorse in campo comprese quelle relative al rinnovo del contratto 2019/2121 nonché, attraverso una nuova legge delega del governo, rivedere l’impianto generale dell’ordinamento professionale del Corpo e delle progressioni in carriera”, concludono.