Chi siamo
Settori
Servizi agli iscritti
Iniziative
Formazione sindacale
Monitoraggio appalti
Nei posti di lavoro
Formazione continua
Web Cgil
Politiche di genere
Previdenza
Campagna RSU 2018
I contratti
immigrazione
Documenti
Links utili
Archivi
Asilio nido, ribassismo e clausole sociali

Asilio nido, ribassismo e clausole sociali

Proclamato lo stato di agitazione del personale dei servizi per l’infanzia in appalto del Comune di Sestu, nei confronti della società La Clessidra, che intende imporre una riduzione degli orari di lavoro nel quadro della procedura del passaggio del personale.

Mercoledi 21 Agosto 2019
Condividi con:
Condividi su Twitter Condividi su Diggita Condividi su Technorati Condividi su My Space Condividi su Digg Condividi su Google Bookmarks Invia a un amico Stampa Ti piace
6
Non ti piace
5

In data 19 agosto 2019, presso la Camera del lavoro su iniziativa della FP CGIL di Cagliari, si è svolto un incontro tra l’Organizzazione sindacale e la Cooperativa sociale La Clessidra, cui è seguita una assemblea delle operatrici del “Nido d’infanzia comunale E.Loi” e del  Centro per bambini e genitori Grillo Birillodel Comune di Sestu, oggetto di cambio di gestione dalle Cooperative sociali Alfabeta e la Rondine alla Cooperativa sociale La Clessidra.

            Nell’incontro con la Società sono stati discussi i termini dell’applicazione della clausola sociale di cui all’art. 37 del CCNL Cooperative sociali, correttamente richiamata dall’art. 13 del Capitolato speciale d’appalto, in coerenza con le previsioni del Codice degli appalti (art. 50 del Decreto legislativo 81/2015). 

            Nel corso dell’incontro, la Segreteria territoriale e la Rappresentanza sindacale aziendale della FP CGIL hanno rappresentato alla Società, affiancata nella riunione da Federsolidarietà -  Confcooperative, le proposte e le richieste sindacali per la definizione dell’accordo di passaggio del personale del servizio nella nuova gestione. Tali richieste, in coerenza con prassi sindacali territoriali ampiamente consolidate, riguardano in sintesi: la piena salvaguardia del livello occupazionale del servizio per numero delle addette e per monte ore individuale e complessivo; la rinuncia reciproca al patto di prova; la natura a tempo indeterminato del rapporto di lavoro; la libertà da vincoli associativi alla compagine della società subentrante; il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata;  l’avvio immediato di un confronto sulla corretta e piena applicazione del CCNL.  E’ stato anche richiesto un incontro “ad hoc” sul coordinamento del servizio.

            La Società, rispondendo alle richieste avanzate dall’Organizzazione sindacale, ha concentrato la propria impostazione sulla necessità di una riduzione degli orari di lavoro individuali delle addette, argomentata per ragioni di pretesa compatibilità economica con l’offerta presentata nella gara d’appalto, essendo rimaste inalterate le condizioni organizzative del servizio.  L’Organizzazione sindacale ha respinto tale impostazione, considerandola inaccettabile sia per la tutela delle condizioni contrattuali delle operatrici sia per la convinzione che il modello organizzativo proposto dall’Azienda, pur con tutti gli adattamenti per i quali è stata manifestata disponibilità, si fonda su una riduzione sostanziale del livello quantitativo e qualitativo dell’assistenza fino ad oggi assicurato dal servizio.

            La FP CGIL ritiene i servizi per l’infanzia del Comune di Sestu di assoluta rilevanza e   delicatezza per le funzioni educative esercitate  e per il ruolo concreto che essi svolgono nell’interesse della comunità di Sestu e delle esigenze di conciliazione vita-lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori che accedono al servizio; per queste ragioni,  respinge la pretesa che l’alto ribasso praticato dalla Società per accedere all’aggiudicazione del servizio possa tradursi in una riduzione della risorsa più preziosa del servizio, il lavoro delle sue operatrici.

            Per quanto sopra proclama lo stato di agitazione del personale e richiederà al Comune di Sestu l’attivazione delle procedure di raffreddamento del conflitto, in base alla legge 146/1990.

Allegati Notizia