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CAS di Monastir: la gestione crolla su sè stessa

CAS di Monastir: la gestione crolla su sè stessa

Gli ospiti della struttura di accoglienza per immigrati di Monastir, istituita dalla Prefettura presso l’ex Scuola di Polizia penitenziaria, in questi giorni non vivranno giornata normali. Segue ...

Lunedi 03 Dicembre 2018
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Gli operatori del servizio, dipendenti delle Cooperative sociali siciliane Ippocrate e Azione sociale, nella loro stragrande maggioranza hanno deciso di dimettersi per giusta causa, perché da mesi non ricevono le loro retribuzioni e si sono stancati di una litania di promesse formulate e regolarmente disattese da parte delle società incaricate della gestione.

Le inadempienze contrattuali non si limitano ai gravi e ripetuti ritardi nel pagamento delle retribuzioni, perché riguardano numerosi altri istituti: gli straordinari non pagati, il mancato riconoscimento delle indennità di lavoro notturno e domenicale; più grave di tutto il mancato rispetto degli standard organizzativi del personale, per lunghi periodi carente di figure professionali anche essenziali, con potenziali gravi conseguenze anche di natura sanitaria.

E’ in corso di verifica il rispetto degli obblighi contributivi presso l’INPS; ogni ulteriore violazione, su richiesta della FP CGIL, sarà accertata dall’Ispettorato territoriale del lavoro.

Una condizione di gravissimo disagio, denunciata sin dal 2017 alla Prefettura ed alle altre Istituzioni competenti della nostra Regione.

Appare in tutta evidenza la condizione di gravissima vulnerabilità in cui è stato tenuto il sistema di accoglienza degli immigrati, ora destinatario di provvedimenti governativi che porteranno alla perdita di migliaia di posti di lavoro ed alla cacciata nell’esclusione sociale dei migranti che hanno raggiunto la nostra regione ed il Paese.

Non è una novità, invece, la condizione di frequente violazione dei diritti contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto, per effetto di un sistema segnato da affidamenti a Società inaffidabili, dalla carenza dei controlli da parte delle stazioni appaltanti e, talvolta, anche da gravi ritardi nei pagamenti da parte della P.A. alle società affidatarie dei servizi.

Una crisi dalla quale non sono indenni neppure le Istituzioni più autorevoli del territorio e che la FP CGIL e le altre Organizzazioni sindacali sono costantemente impegnate a denunciare.

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