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Le tragedie dell’immigrazione e le politiche dell’accoglienza

Le tragedie dell’immigrazione e le politiche dell’accoglienza

Cercavano di raggiungere la Sardegna quando il loro barchino si è fermato ed è rimasto alla deriva. I migranti non hanno atteso i soccorsi e si son tuffati in mare per raggiungere la costa a nuoto: due ragazzi morti, otto dispersi e tre soccorsi. Segue ...

Mercoledi 21 Novembre 2018
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I dati UNHCR raccontano di una rotta sempre attiva, con migliaia di sbarchi nel 2016, intermittente a seconda delle politiche di accoglienza: i numeri calano quando altre percorsi sono aperti e viceversa.

La Sardegna, insomma, è una rotta aperta: le migrazioni sono un fenomeno strutturale e irrefrenabile ed il riattivarsi della rotta sarda dimostra che ogni tentativo di chiudere le nostre frontiere non solo è inutile, ma è anche dannoso e controproducente. Si tratta di tentativi irrealistici e velleitari, per un paese composto perlopiù da coste, e controproducenti n quanto creano illegalità perché, oltre a trasformare i nostri mari in immensi cimiteri, fabbricano un’immigrazione irregolare che spesso viene intercettata dalla malavita.

L’immigrazione, inoltre, crea lavoro locale: le strutture dell’accoglienza, nei 17 SPRAR e 143 CAS regionali attivi, reclutano circa 1200 tra psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali, operatori amministrativi e dell’accoglienza, in tutta l’isola.

Nel 2018 sono 300 i posti SPRAR disponibili, con 17 progetti; nel 2017 erano 277, 69 in più rispetto al 2016, con 12 progetti attivati. Servirebbero, invece, in contraddizione con le recenti iniziative legislative governative, più centri SPRAR e più coraggio tra gli amministratori locali, per accogliere ed integrare nuovi futuri cittadini europei. La rete sarda dell’accoglienza invece fatica, mentre lavora silenziosa su un campo difficile. Gli operatori lavorano nelle cooperative con professionalità e dedizione spesso senza adeguate tutele contrattuali; ritardi cronici dei pagamenti da parte delle Prefetture e la fragilità delle organizzazioni del Terzo settore affidatarie delle strutture in appalto documentano una concezione emergenziale dei servizi di accoglienza e tutte le contraddizioni delle gestioni in appalto.

E’ necessario mettere al centro del dibattito politico il ruolo delle istituzioni pubbliche e la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nell’accoglienza dei migranti, per ricercare insieme alle Istituzioni locali soluzioni che realizzino un autentico sistema di integrazione. Serve ben altro che i tweet della propaganda governativa; occorre una presa d’atto del carattere strutturale del fenomeno migratorio ed un diffuso impegno verso politiche di accoglienza responsabili. Un impegno che preveda – a fianco dell’accoglienza - la realizzazione di pratiche di integrazione e di promozione di lavoro regolare, correttamente tutelato e giustamente tassato.

Inutili i provvedimenti governativi che relegano per lunghi periodi i migranti in centri di accoglienza, andrebbe al contrario implementato il modello SPRAR, perché è l’unico che può contribuire a creare opportunità, lavoro e nuove competenze anche nelle zone rurali.

La politica della sicurezza, diversa da quella repressiva e di mero controllo del governo, deve rafforzare il presidio del territorio, prevenendo così il rischio di derive xenofobe e razziste derivanti dalle paure  della popolazione, facilmente strumentalizzate dalle destre di tutta Europa.

La FP CGIL di Cagliari e della Sardegna esprime il proprio cordoglio per l’ennesima tragedia avvenuta sulle coste sarde e riafferma la necessità di creare una rete europea delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi dell’accoglienza,  come già affermato il 27 settembre scorso a Palermo nell’ambito dell’iniziativa UECare, e ribadito nella Risoluzione di Palermo adottata dal sindacato Europeo Epsu.

Il NO al razzismo ed il SI ad un’accoglienza solidale, in condizioni di lavoro accettabili, che porti a una maggiore sicurezza per i cittadini, viene dalla voce dei lavoratori che chiedono alla politica ed alle Istituzioni Europee, in vista delle elezioni di giugno, di considerare queste istanze per riaffermare i valori fondanti dell’Unione.

Roberta Gessa
Segretaria generale FP CGIL Sardegna

Giorgio Pintus
Segretario generale FP CGIL Cagliari

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