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I poveri non hanno colpa di essere poveri

I poveri non hanno colpa di essere poveri

C’è un film di un regista haitiano, Raoul Peck, dal titolo: Der junge Karl Marx, del 2017, in cui si vedono dei contadini nella foresta prussiana, che raccolgono legna. Sono affamati, infreddoliti e stanchi. Da lontano il rumore degli zoccoli dei cavalli. Segue ...

Martedi 02 Gennaio 2018
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C’è un film di un regista haitiano, Raoul Peck, dal titolo: Der junge Karl Marx, del 2017, in cui si vedono dei contadini nella foresta prussiana, che raccolgono legna. Sono affamati, infreddoliti e stanchi. Da lontano il rumore degli zoccoli dei cavalli. Soldati e aristocratici si avvicinano cavalcando. Vengono a riaffermare il loro diritto alla proprietà e di tutto quello che c’è nella foresta. I contadini scappano, le donne inciampano e i bambini piangono e urlano. Ma non hanno le energie per correre, sono deboli nel fisico e nello spirito. Cadono. Le lance, le spade e le fruste dei ricchi e dei soldati li colpiscono. In molti muoiono. Ai sopravvissuti viene vietato di raccogliere la legna secca caduta.
Karl Marx, giovane, è sconvolto dalla violenza contro i poveri tedeschi. Quei contadini, poveri e affamati, sanno quale è la punizione. Vengono frustati e uccisi. Però non conoscono il reato. Perchè vengono puniti? Questa è la domanda che oggi ognuno di noi deve porsi. Quale è il reato per il quale i poveri del mondo vengono puniti? Picchiati, violentati, affogati e uccisi. La povertà, la guerra, generano profughi che scappano dalla fame, dalle bombe, dagli stupri, dalle violenze di ogni genere, ma trovano le porte sbarrate e chiuse alla loro fuga. Non hanno via d’uscita. Nessuno li accoglie. Tutti li respingono. Conoscono la punizione che devono affrontare, fame, morte, umiliazione. Lo sanno. Quello che non sanno è il loro reato. Cosa hanno fatto per meritare questa punizione così atroce: morire affogati con i loro figli tra ,e braccia.
Junot Diaz, giornalista dominicano, è stato ad Haiti dopo il terremoto del 2010. In un articolo dal titolo Apocalipse, ha scritto che Haiti “rappresenta un avvertimento della nuova fase da zombie del capitalismo, in cui l’alchimia economica rende intere nazioni nè vive nè morte. Un tempo lo zombie era una creatura a cui un atto soprannaturale aveva sottratto la vita e il controllo sulle sue azioni. Gli zombie di un tempo dovevano lavorare giorno e notte senza riposare mai. Lo zombie di oggi non può aspettarsi nessun genere di lavoro. Lo zombie di oggi deve solo aspettare di morire”. Ai nuovi zombie, cioè poveri, profughi e schiavi, non è permesso di andare in cerca di cibo, di medicine, di riparo, per loro e i loro figli. Il nuovo zombie, profugo e povero, deve limitarsi ad aspettare di morire. Questa è la punizione. Ma quele è il reato?
Il 9 agosto al largo dello Yemen, un paese in guerra da sempre, tutti contro tutti, i trafficanti di esseri umani, i nuovi zombie, hanno spinto una imbarcazione tra le onde impetuose, “ hanno fatto annegare intenzionalmente” cinquanta persone. Il termine “fatto annegare intenzionalmente” è dei funzionari dell’Oim (organizzazione internazionale per le migrazioni) l’agenzia dell’Onu che si occupa dei migranti. Lungo le spiagge hanno trovato decine di corpi. La cosa che più colpisce, secondo l’Oim, è che l’età media dei migranti sulla barca era di sedici anni. Giovani somali e etiopi, paesi distrutti dalla guerra dai signori della guerra, sostenuti e armati, da quegli stessi paesi che poi chiudono le porte e respingono i migranti. La carestia, nel Corno d’Africa, sta facendo migliaia di vittime, secondo l’Onu, più di 739 mila persone fuggono dalla fame, di questi più di 480 mila sono sotto i 18 anni e tra questi 195 mila sono bambini con meno di cinque anni. I nuovi zombie, devono limitarsi ad aspettare di morire. Questa è la punizione. Ma quale è il reato?
Guerra, siccità, cambiamenti climatici, inquinamento, alimentano la crescita dei nuovi zombie, l’agricoltura modificata per farne maggiori profitti, vedi le colture di riso e mais e grano e fagioli, sostituite a biocarburanti e caffè, che riduco drasticamente la disponibilità di cibo, foraggiano le migrazioni in centroamerica e il muro di Trump non fermerà milioni di zombie che si limitano solo a morire. Nel 2003 Lula da Silva, presidente del Brasile, lanciò il Fome Zero (zero fame) e forniva cibo ai bambini nelle aree a basso reddito, finanziava sistemi di irrigazione sostenibile a scopi alimentari, diffondeva i principi dell’educazione alimentare e forniva aiuti per l’avvio di fattorie familiari. Nel giro di un decennio il tasso di mortalità infantile del Brasile è crollato del 13 per cento. Venti milioni di persone sono uscite dalla condizione di povertà, non sono più zombie che aspettano solo di morire, ora hanno una possibilità. Quello che ha fatto Lula, non è stato ripreso da nessun governo al mondo. Nessuno parla più di Fame Zero. Perchè dare da mangiare agli zombie, visto che stanno solo aspettando di morire. I poveri del mondo subiscono la punizione per un reato che non conoscono, e che non hanno commesso.

di Claudio Caldarelli

http://stampacritica.org/2017/09/15/poveri-non-colpa-poveri/